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Τρίτη 27 Μαΐου 2014

ΛΑΥΡΕΝΤΙΟΣ ΤΩΝ ΜΕΔΙΚΩΝ!



LORENZO DE' MEDICI (1449 - 1492)


OVE MADONNA VOLGE GLI OCCHI BELLI

Ove madonna volge gli occhi belli,
senz'altro sol, la mia novella Flora
fa germinar la terra e mandar f
ora
mille rari color di fior novelli.

Amorosa armonia rendon gli uccelli,
sentendo il cantar suo che l'innamora
veston le selve, secchi rami allora,
che senton quanto dolce ella favelli.

Delle timide ninfe a' petti casti
qualche molle sospiro Amore infonde,
se tal riso o sospir la bella bocca.

Or più lingua o pensier non par che basti
a intender ben quanta e qual grazia abbonde
là dove quella candida man tocca.




Κυριακή 27 Απριλίου 2014

ΛΑΥΡΕΝΤΙΟΣ ΤΩΝ ΜΕΔΙΚΩΝ!





LORENZO DE’ MEDICI (1449-1492)


[NON È SOLETTA LA MIA DONNA BELLA]

Non è soletta la mia donna bella
lunge dalli occhi miei dolenti e lassi:
Amor, Fede, Speranza sempre stassi
e tutti i miei pensieri ancor con quella.

Con questi duolsi sì dolce e favella,
che Amor pietoso oltre a misura fassi,
e in que' belli occhi che il dolor tien bassi
piange, oscurando l'una e l'altra stella.

Questo ridice un mio fido pensiero,
e, se io non lo credessi, porta fede
della sua dolce e bella compagnia.

E se non pur che ad ora ad ora spero
li occhi vedere che sempre il mio cor vede,
per la dolcezza e per pietà morria.



Παρασκευή 10 Οκτωβρίου 2008

ΛΑΥΡΕΝΤΙΟΣ ΤΩΝ ΜΕΔΙΚΩΝ


LORENZO DE MEDICI


CANZONE DI BACCO


Quant'è bella giovinezza,
che si fugge tuttavia!
chi vuol esser lieto, sia:
di doman non c'è certezza.

Quest'è Bacco ed Arïanna,
belli, e l'un de l'altro ardenti:
perché 'l tempo fugge e inganna,
sempre insieme stan contenti.
Queste ninfe ed altre genti
sono allegre tuttavia.
Chi vuol esser lieto, sia:
di doman non c'è certezza.

Questi lieti satiretti,
delle ninfe innamorati,
per caverne e per boschetti
han lor posto cento agguati;
or da Bacco riscaldati
ballon, salton tuttavia.
Chi vuol esser lieto, sia
di doman non c'è certezza.

Queste ninfe hanno anco caro
da lor essere ingannate:
non può fare a Amor riparo,
se non gente rozze e ingrate:
ora insieme mescolate
suonon salton tuttavia.
Chi vuol esser lieto, sia:
di doman non c'è certezza.

Questa soma, che vien drieto
sopra l'asino, è Sileno:
così vecchio è ebbro e lieto,
già di carne e d'anni pieno;
se non può star ritto,
almeno ride e gode tuttavia.
Chi vuol esser lieto, sia:
di doman non c'è certezza.

Mida vien dopo a costoro:
ciò che tocca, oro diventa.
E che giova aver tesoro,
s'altro poi non si contenta?
Che dolcezza vuoi che senta
chi ha sete tuttavia?
Chi vuol esser lieto, sia:
di doman non c'è certezza.

Ciascun apra ben gli orecchi,
di doman nessun si paschi;
oggi siàn,giovani e vecchi,
lieti ognun, femmine emaschi;
ogni tristo pensier caschi:
facciam festa tuttavia.
Chi vuol esser lieto, sia:
di doman non c'è certezza.

Donne e giovinetti amanti,
viva Bacco e viva Amore!
Ciascun suoni, balli e canti!
Arda di dolcezza il core!
Non fatica, non dolore!
Ciò ch'a esser convien sia.
Chi vuol esser lieto, sia:
di doman non c'è certezza.



Ευγενική προσφορά της εικονιζόμενης συμπατριώτισσας του ποιητή.