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Τετάρτη 23 Μαΐου 2018

ΤΖΟΒΑΝΝΙ ΠΑΣΚΟΛΙ!



GIOVANNI PASCOLI


[COME UN ARCA D’AROMI OLTREMARINI]

Come un arca d’aromi oltremarini
Il santuario, a mezzo la scogliera
Esala ancora l’inno e la preghiera
Tra i lunghi intercolunnii de’pinni.

E trema ancor de’ palpiti divini
Che l’hanno scosso nella dolce sera
Quando dalla grand’abside severa
Uscia l’incenso in fiocchi cilestrini.

S’incurva in una luminosa arcata
I ciel sovr’esso: alle colline estreme
Il Carro e fermo e spia l’ombra che sale 

Sale con l’ombra il suon d’ una cascata
Che grave in il silenzio sacro geme
Con un sospiro eternamente uguale.

Τρίτη 18 Δεκεμβρίου 2012

ΤΖΟΒΑΝΝΙ ΠΑΣΚΟΛΙ!





 

GIOVANNI PASCOLI


POESIA NELLA NEBBIA

E guardai nella valle: era sparito
tutto! sommerso! Era un gran mare piano,
grigio, senz'onde, senza lidi, unito.

E c'era appena, qua e là, lo strano
vocìo di gridi piccoli e selvaggi:
uccelli spersi per quel mondo vano.

E alto, in cielo, scheletri di faggi,
come sospesi, e sogni di rovine
e di silenzïosi eremitaggi.

Ed un cane uggiolava senza fine,
né seppi donde, forse a certe péste
che sentii, né lontane né vicine;

eco di péste né tarde né preste,
alterne, eterne. E io laggiù guardai:
nulla ancora e nessuno, occhi, vedeste.

Chiesero i sogni di rovine: - Mai
non giungerà? - Gli scheletri di piante
chiesero: - E tu chi sei, che sempre vai? -

Io, forse, un'ombra vidi, un'ombra errante
con sopra il capo un largo fascio. Vidi,
e più non vidi, nello stesso istante.

Sentii soltanto gl'inquïeti gridi
d'uccelli spersi, l'uggiolar del cane,
e, per il mar senz'onde e senza lidi,

le péste né vicine né lontane.

Δευτέρα 10 Σεπτεμβρίου 2012

ΠΑΣΚΟΛΙ!



GIOVANNI PASCOLI


LAVANDARE

Nel campo mezzo grigio e mezzo nero
resta un aratro senza buoi, che pare
dimenticato, tra il vapor leggero.

E cadenzato alla gora viene
lo sciabordare delle lavandare
con tonfi spessi e lunghe cantilene :

Il vento soffia e nevica la frasca,
e tu non torni ancora al tuo paese
quando partisti, come son rimasta
come l'aratro in mezzo alla maggese.

Παρασκευή 13 Απριλίου 2012

ΤΖΟΒΑΝΝΙ ΠΑΣΚΟΛΙ



GIOVANNI PASCOLI (1855-1912)


GESÙ

E Gesù rivedeva, oltre il Giordano
campagne sotto il mietitor rimorte:
il suo giorno non molto era lontano.

E stettero le donne in sulle porte
delle case, dicendo: Ave, Profeta!
Egli pensava al giorno di sua morte.

Egli si assise all'ombra d'una meta
di grano, e disse: Se non è chi celi
sotterra il seme, non sarà chi mieta.

Egli parlava di granai ne' Cieli:
e voi, fanciulli, intorno lui correste
con nelle teste brune aridi steli.

Egli stringeva al seno quelle teste
brune; e Cefa parlò: Se costì siedi,
temo per l'inconsutile tua veste.

Egli abbracciava i suoi piccoli eredi;
Il figlio - Giuda bisbigliò veloce -
d'un ladro, o Rabbi, t'è costì tra' piedi:

Barabba ha nome il padre suo, che in Croce
morirà ». Ma il Profeta, alzando gli occhi,
« No », mormorò con l'ombra nella voce;

e prese il bimbo sopra i suoi ginocchi.